mercoledì 9 maggio 2012

RECENSIONI | Noi cremiamo

Ancora in edicola fino a tutto mercoledì 9, sul Male n°28, la mia recensione del libro Noi Cremiamo del ghostwriter della Ministronza. Qui un'estratto:


Tra le citazioni stucchevoli (da Jünger a Ufo Robot) e le frasi retoriche (tipo “non per essere retorica, ma…”) trovo un commovente riferimento alla «comunità umana e politica che chiamiamo dei gabbiani, perché ama utilizzare l’immagine del gabbiano Jonathan Livingston, e che rappresenta un curioso esperimento metapolitico mai provato prima nel mondo della destra».
La frase mi ricorda il mio passato di studente catanese e alla mia prima lotta antifascista (a colpi di risate).

Nel 1995 il tecnico Lombardi sostituisce l’integralista cattolico D’Onofrio come Ministro dell’Istruzione. I collettivi di studenti continuano a contestare la distruzione della scuola pubblica e i bonifici statali agli istituti privati. Per i giovani fascisti della neonata An è il momento di tornare in piazza per cooptare qualche giovane. L’idea è plagiare il logo di un noto best seller per proporlo come simbolo di un inesistente movimento apartitico composto da studenti di ogni colore politico che non dovrebbero occuparsi di temi generali nazionali, ma solo di roba più corporativa come aule fatiscenti e carenza di gessetti. Nelle assemblee studentesche catanesi questo geniale invito viene avanzato per caso da tanti giovani sudaticci con simboli neonazisti addosso.
Quindi i colori politici variavano solo tonalità di marrone tra bedje e terra di siena bruciata.

Il Coordinamento dei Collettivi risponde col boicottaggio del corteo dei gabbiani facendo girare due volantini nelle scuole. Uno scritto, in cui si denuncia la ridicola carnevalata dei fascisti. Un altro disegnato (da me), in cui racconto a fumetti il tentativo circense dei pagliacci mascherati da uccello.
Risultato: il corteo dei gabbiani diventa in un tristissimo sit-in di decine di arditi sbarbatelli, ma il logo e il nome continuano ad essere usati dagli ex Fdg per le loro imminenti campagne locali e nazionali: Fabio Rampelli a Roma, Basilio Catanoso a Catania, Francesco Torselli a Firenze, ecc… Il «curioso esperimento metapolitico» si rivela un mezzuccio da copioni (lo stesso “Fronte della Gioventù” era una sigla della nostra Resistenza).

Questo ricordo è l’unica cosa per me utile del libretto. Il resto non vale la pena di sfogliarlo a scrocco.

3 commenti:

Nicolò Risitano ha detto...

Vorrei farti notare che LA COMUNITA' POLITICA DEI GABBIANI ESISTE DA ORAMAI UN BE PO' DI ANNI, CREDO DAL 86 QUINDI NON E' QUALCOSA DI VUOTO, MA ESISTENTE E PIU' ESTESO DI QUANTO TU POSSA IMMAGINARE O CONCEPIRE.

Diofaiono ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Diofaiono ha detto...

Sì, nello stesso luogo dove trovi la marmotta che prepara la cioccolata.
Ammazzati, che è meglio